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    Praxis of critical pedagogy. A microcredential for educators.
    il progetto prevede lo sviluppo di microcredenziali per la formazione riguardo i principi, le metodologie didattiche e le buone pratiche per l’applicazione della Critical Pedagogy nei contesti scolastici e nella formazione professionale tra le Università partner dell’Alleanza Transform4Europe
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    Ricerca e Innovazione per Sviluppare l’Ecosistema dell’H2 (RISEH2)
    Il progetto di ricerca ha per oggetto il sostegno alla creazione o all’ammodernamento di infrastrutture di ricerca nel settore dell’idrogeno rinnovabile
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    Ricerca e Innovazione per Sviluppare l’Ecosistema dell’H2
    La presente proposta progettuale si propone di integrare un precedente intervento regionale dedicato all’implementazione o all’ammodernamento di infrastrutture di ricerca distribuita nel territorio regionale nel settore della produzione ed utilizzo dell’idrogeno verde e pulito (Avviso LR 13/2023). In quest’ottica, il progetto è finalizzato a promuovere l’attività di ricerca nel settore dell’idrogeno rinnovabile a sostegno delle 4 infrastrutture realizzate nell’ambito dell’Avviso LR 13/2023, che coinvolgono il Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche (DSCF), il Dipartimento di Fisica (DF), il Dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze (MIGE) e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università di Trieste (UniTS). Il centro di coordinamento della presente proposta progettuale è rappresentato dal DSCF, attraverso il Laboratorio di Materiali, Ambiente ed Energia (MEE Research Group). Nel suo complesso, l’attività di ricerca proposta nell’ambito del progetto RISE-H2 intende migliorare l’efficienza dell’intera filiera dell’idrogeno rinnovabile, dalla produzione al suo stoccaggio ed utilizzo, attraverso un approccio multidisciplinare ed integrato. Sotto questo profilo, la complementarità delle attività di ricerca svolte presso le diverse infrastrutture coinvolte rappresenta un aspetto fondamentale della proposta progettuale.
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    FIS-2023-00207 - Reversal of cardiac fibrosis and promotion of tissue regeneration through controlled SOFTENing of the extracellular matrix milieu - SOFTEN
    SOFTEN è un progetto triennale ambizioso, multidisciplinare e innovativo, ispirato dall'evidenza che la rigenerazione cardiaca può verificarsi nei mammiferi neonatali o nei pesci (come, per esempio lo zebrafish). Questa capacità viene persa nei mammiferi adulti come gli esseri umani, rendendo l’insufficienza cardiaca uno dei principali problemi di salute pubblica e clinica del 21° secolo, con una prevalenza di oltre 23 milioni di casi in tutto il mondo. Prove recenti hanno fatto luce sul ruolo fondamentale svolto dalla composizione fisica della matrice extracellulare (ECM) nella rigenerazione cardiaca. Ciò ha portato all’ipotesi che, sebbene le cellule svolgano un ruolo importante nella riparazione del miocardio malato, per indurre la rigenerazione cardiaca potrebbe essere necessario alterare la composizione dell’ECM, e in particolare le sue proprietà meccaniche, come l’ammorbidimento della matrice stessa (comportamento plastico), analogamente a quanto accade nei pesci. Attualmente sono disponibili pochissime informazioni sul fatto che l’ammorbidimento dell’ECM possa, ad esempio, invertire la fibrosi cardiaca o indurre la rigenerazione cardiaca. Pertanto, sono urgentemente necessari materiali innovativi che imitino il corretto ambiente biofisico extracellulare per raggiungere progressi nella comprensione della biologia e della patologia cellulare. L’obiettivo generale di CARDIoSOFT è quello di sviluppare una serie di biomateriali mimanti la ECM cardiaca con comportamento di indebolimento (plastico) regolabile sotto forma di una rete di idrogel adatta per colture 2D e 3D, e utilizzarli per far avanzare le attuali conoscenze sul meccanosensing delle cellule cardiache.
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    PFAS-Free Membranes for Energy Storage and Conversion Systems (PFESS)
    Le batterie a flusso redox (RFB) sono tecnologie emergenti per l'accumulo di energia su larga scala e sono importanti per la neutralità climatica, la stabilizzazione della rete e il peak shaving. Tuttavia, hanno un loro impatto ambientale e possono contenere sostanze pericolose come i PFAS. Ad esempio, le RFB sono costituite da membrane protoniche selettive, realizzate principalmente con polimeri polifluorurati (PFSA o PTFE), e possono anche contenere altre sostanze pericolose o estremamente pericolose (SoC o SVHC), che potrebbero essere sostituite da dispositivi privi di PFAS (ad esempio membrane in PEEK o nanocellulosa). Questo progetto mira a confrontare, identificare e raccogliere dati su sostanze (potenzialmente) pericolose nei componenti RFB, nonché su alternative prive di PFAS (ad esempio membrane in PEEK o nanocellulosa). Le informazioni sulle loro prestazioni tecniche e ambientali saranno raccolte in un inventario di prodotti, che costituirà la base per le considerazioni sul ciclo di vita. Verrà eseguito un test di rilascio e riciclaggio su scala di laboratorio. Ciò comporterà la triturazione di membrane con e senza PFAS per simulare processi di riciclaggio e rigranulazione, durante i quali verranno condotte misurazioni di aerosol. La polvere risultante (particelle ultra/fini) e i rigranulati verranno raccolti e ulteriormente testati per la tossicità. I ​​test includeranno valutazioni di ecotossicità utilizzando pesce zebra e Daphnia magna e valutazioni di tossicità umana utilizzando modelli di epitelio bronchiale ed epidermide. I risultati attesi forniranno una guida tecnica per supportare la produzione di RFB privi di PFAS per migliorare la salute e la sicurezza sul lavoro e ridurre i rischi ambientali.