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    GeoSciences: un’infrastruttura di ricerca per la Rete Italiana dei Servizi Geologici
    Il progetto GeoSciences IR ha lo scopo di creare una rete italiana per le geoscienze, una nuova infrastruttura di ricerca per la rete italiana delle indagini geologiche regionali (ovvero “Rete Italiana dei Servizi Geologici” RISG), una rete di coordinamento tra ISPRA, Servizio Geologico d'Italia e i “Regional Geological Surveys” (RGS), ovvero gli uffici tecnici all'interno di Regioni, Province Autonome e Agenzie Ambientali Regionali con mandato specifico in ambito geologico a livello regionale. GeoSciences fornirà a ISPRA e RGS le competenze tecnico-scientifiche per l'espletamento dei propri compiti in materia di responsabilità a livello nazionale (ISPRA) e regionale (RGS) su specifici temi geologici individuati dagli RGS come prioritari. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso diverse azioni di trasferimento di conoscenze scientifiche e tecniche attuate da Università e Istituti di ricerca, riconosciute come eccellenza scientifica su temi prioritari. Attraverso un'infrastruttura cloud altamente tecnologica, GeoSciences accederà a un'enorme quantità di dati, servizi, strumenti, specificamente implementati dai partner di progetto, messi a disposizione degli utenti target per adempiere al loro mandato istituzionale. Per raggiungere questo obiettivo, l'infrastruttura tecnologica sarà costruita seguendo standard internazionali su dati, metadati e servizi (es. INSPIRE) e secondo i principi FAIR. Gli utenti beneficeranno di software specifici, strumenti per l'elaborazione in cloud e moduli di e-learning volti ad accrescere le competenze tecnico-scientifiche in ambito geologico. GeoSciences sarà complementare in termini di utenti target e contenuto con altre iniziative in corso di attuazione volte allo sviluppo di dati e infrastrutture di ricerca nel campo delle scienze della terra a livello europeo (es. EPOS, EGDI) e nazionale (es. Mirror Copernicus). Sarà costruito un forte collegamento con tali iniziative con l'obiettivo di indirizzare meglio gli obiettivi individuali e di identificare eventuali campi di cooperazione.
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    Surface Transfer of Pathogens
    Il progetto STOP è volto a sviluppare nanorivestimenti antimicrobici e antivirali che possono essere applicati in modo flessibile o permanente a delle superfici. Questi nanorivestimenti saranno realizzati mediante combinazione di nanoparticelle inorganiche, peptidi antimicrobici e modellazione tramite laser della superficie su nanoscala. I nanorivestimenti saranno accuratamente caratterizzati per le loro prestazioni, utilizzando metodi analitici standard esistenti e riconosciuti a livello internazionale e metodi di prova migliorati sviluppati nell'ambito del progetto (i nuovi metodi di prova saranno proposti alle agenzie regolative per l'adozione delle norme). Saranno esplorate diverse sostanze attive (i) per consentire la formulazione di rivestimenti altamente flessibili, sprayabili e di lunga durata, (ii) per fornire un'attività antivirale e antimicrobica ad ampio spettro e iii) per ridurre le possibilità di sviluppo di resistenza da parte dei microorganismi. A tal fine, saranno valutati il meccanismo d'azione e il rischio di selezione per la resistenza antimicrobica in batteri e virus. I nanorivestimenti flessibili forniranno una protezione di lunga durata (30 giorni) dalla carica batterica conforme agli standard stabiliti per la colonizzazione delle superfici ospedaliere da parte dei microorganismi, pari a quella che può essere raggiunta solo dopo un'intensa disinfezione delle superfici o mediante l’introduzione permanente di materiali antimicrobici ben conosciuti, quale il rame. Questo effetto sarà studiato in un percorso di intervento nella vita reale e con modelli epidemiologici. Si prevede che i nanorivestimenti che verranno sviluppati porteranno a riduzioni significative delle malattie infettive trasmesse da superfici ad alto grado dicontatto, a risparmi sui costi sanitari, a riduzione dell'inquinamento ambientale da parte di disinfettanti e ad un a maggiore preparazione degli organismi dell'UE preposti alla salute pubblica nel contrasto alle future pandemie. La sicurezza dei nanomateriali sarà supportata da studi sulla tossicità umana e ambientale e sull’analisi dei cicli vitali.
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    Caffè corretto Scienza. La curiosità rende liberi
    Caffè corretto Scienza è un progetto di divulgazione scientifica dell’Università di Trieste. Questo progetto si sviluppa dai Caffè delle scienze e delle lettere dell’Università di Trieste, che per 17 anni hanno aperto un confronto tra cittadini e ricercatori. Il format è stato rinnovato e caratterizzato da un nome e un logo riconoscibili nell’ambito della prima edizione di Caffè corretto Scienza, rassegna finanziata dal contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per iniziative di divulgazione della cultura scientifica, svoltasi in due edizioni da settembre 2019 a febbraio 2020 e da marzo a maggio 2021, che ha visto l’organizzazione di 6 incontri con il pubblico in altrettanti comuni del Friuli Venezia Giulia (Trieste, Sacile, Pordenone, Cividale del Friuli, Gorizia e Monfalcone), 3 incontri all’estero (Istituto italiano di cultura di Praga, Biblioteca civica di Bratislava e CERN – Globe di Ginevra), e un ciclo di 10 incontri/talk che si sono svolti negli studi televisivi dell’emittente “Telequattro”. Le prime due edizioni della rassegna hanno raccolto complessivamente più di 2000 partecipanti agli incontri dal vivo e più di 30000 spettatori nella versione televisiva. La proposta prevede l’organizzazione della terza edizione di Caffè corretto Scienza, dal titolo “La curiosità rende liberi”, in modalità mista di 5 incontri con il pubblico in altrettanti comuni della Regione (Trieste, Pordenone, Sacile, Gorizia, Udine) e un ciclo di 5 trasmissioni televisive che avranno come tema principale la curiosità e la fiducia nella scienza. Responsabile scientifico dell’iniziativa è Matteo Biasotto, professore associato dell’Università di Trieste, del Dipartimento di scienze mediche, chirurgiche e della salute in collaborazione con Angelo Bassi, professore ordinario presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste. L’obiettivo di “Caffè corretto Scienza. La curiosità rende liberi" è quello di attivare un processo che parte dalla curiosità individuale e arriva, attraverso la conoscenza, alla fiducia nella scienza. Attraverso dialoghi tra relatori di diverso background, che rappresenteranno un punto di vista scientifico/razionale e un punto di vista etico/filosofico, verranno affrontati argomenti controversi per la loro innovatività o per la difficoltosa comprensione o convergenza tra aspetto emotivo e razionale. Gli incontri avranno le seguenti caratteristiche: una scenografia e una "messa in scena" legata ai Caffè, con attori/ricercatori che avranno un ruolo di mediazione tra relatori e pubblico, sollecitando domande, spiegando definizioni e concetti scientifici in modo semplice e divertente; ogni incontro verrà introdotto da un pezzo teatrale scritto e preparato in collaborazione con il Teatro Miela e recitato da attori, alcuni dei quali ricercatori, che introdurranno in maniera semiseria il tema trattato; la partecipazione del pubblico presente in sala e collegato in remoto sarà garantito grazie alla piattaforma Slido, che consente di inviare domande e di partecipare a sondaggi lanciati in diretta. Gli incontri affronteranno le seguenti tematiche: la correlazione tra gli aspetti medici della funzione cardiaca e le variazioni indotte dalla sfera emotiva; cyber-security e scambio di informazioni sensibili; la block chain, ovvero la scienza e tecnologia alla base delle valute virtuali; l’intelligenza artificiale; il futuro della space economy; la crisi della società nell’era di internet; le scienze esatte non sono esatte ma ci vanno vicino; l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e della robotica in medicina; l’universo in cui viviamo, incontro tra astrofisica e teologia; vantaggi e svantaggi del modello di società multiculturale europeo. Attività secondarie prevedono: - la produzione di materiale informativo, in parte bilingue, per la diffusione sia cartacea che web/social - la formazione di 10 giovani ricercatori dell’Università di Trieste, uno per ogni Dipartimento, nell’ambito della comunicazione scientifica, che collaboreranno direttamente agli incontri previsti. Gorizia e Nova Gorica saranno protagoniste dell’incontro finale della rassegna, che verrà organizzato all’aperto in piazza Transalpina, trasmesso in streaming, registrato, montato e in seguito trasmesso in differita. Il tema dell’incontro sarà sui vantaggi e svantaggi del modello di società europeo, inclusivo verso le diversità e per molti aspetti opposto ad altri modelli che tendono all’omologazione e vedrà la partecipazione di relatori sia italiani che sloveni, tra cui docenti delle Università di Trieste e di Nova Gorica, assieme a rappresentanti delle istituzioni. All’organizzazione, promozione e svolgimento dell’incontro contribuirà anche il comitato organizzatore di “GO!2025” Nova Gorica – Gorizia capitale europea della cultura 2025. E' previsto il coinvolgimento del Teatro di Nova Gorica, il cui personale collaborerà con attori e registi del Teatro Miela per dar vita a un evento originale e congiunto. Partner del progetto: - Comune di Pordenone - Comune di Sacile - ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) - Immaginario Scientifico - OAVDA – Fondazione Clement – Fillietroz ONLUS - Teatro Miela/Bonawentura Con il sostegno di: - Generali
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    Dispersion and stability in incompressible fluid dynamics
    Studio di proprietà di stabilità per tempi lunghi in equazioni di idrodinamica
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    sustainable HYdrogen powered Shipping
    L'obiettivo generale di sHYpS è sostenere la decarbonizzazione del settore marittimo, facendo leva su precedenti e in corso lavoro e investimenti effettuati da Viking e alcuni membri del consorzio. Svilupperà una soluzione a base di idrogeno, che può essere adattata a più tipi di navi e in alcuni casi possono già raggiungere l'obiettivo dell'IMO per il 2030 e il 2050. Il progetto svilupperà un (i) romanzo container intermodale di tipo c ISO da 40 piedi per lo stoccaggio dell'idrogeno, (ii) la progettazione dettagliata completa di un propulsore containerizzato modulare basato su celle a combustibile PEM ottimizzate e (iii) la loro logistica dedicata. Da un lato il progetto definirà una logistica basata sullo scambio di precompilati container, invece, definirà uno scale-up prospettico della capacità di stoccaggio e dell'offerta applicata al caso d'uso del porto di Bergen. Ciò consentirà di avviare una catena di approvvigionamento senza attendere che l'intera infrastruttura sia in atto. Mostriamo come questo approccio può supportano già una parte notevole delle navi nelle acque dell'UE. Il progetto utilizzerà la finestra di opportunità delle nuove costruzioni di 1 Viking Nave Ocean Cruise per installare il sistema di stoccaggio a bordo con il sistema completo di gestione del gas e gestione dell'energia e testarlo durante la crociera di shakedown entro il 2026, con una cella a combustibile a potenza limitata. Quando saranno operativi i 6MW (decisione di investimento pendente by Viking) ciò consentirà di ridurre del 50% le emissioni in una crociera sul fiordo di 14 giorni. I risultati a medio termine sono notevoli, dal momento che Viking ha a programma di costruzione di 6 navi da crociera oceanica entro il 2030 e diverse navi fluviali. Con la giusta logistica in atto, la tecnologia dei container ISO può svilupparsi in centinaia di unità all'anno. Nel frattempo, il design migliorato del contenitore di questo progetto si avvicinerà di più segmenti in applicazioni marittime e IWW e guarda a centinaia di navi nel portafoglio ordini delle flotte commerciali. La catena del valore include fornitori di LH2, dando l'opportunità di accelerare una fornitura di migliaia di tonnellate di LH2 all'anno nei prossimi 20 anni.