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FinanziamentoPLAY-OI: Joint Micro-credential in Gamified Open Innovation ManagementIl progetto si propone di sviluppare PLAY-OI, una piattaforma congiunta e scalabile di micro-credenziali che impiega meccanismi di gamification per favorire lo sviluppo delle competenze e delle capacità individuali nella gestione dell’innovazione aperta. Attraverso sfide strutturate in forma di missioni e attività di mentoring, i partecipanti acquisiranno i principi fondamentali della gestione dell’innovazione aperta necessari alla progettazione e allo sviluppo di nuove offerte. Fondato su risorse educative aperte interoperabili, il progetto mira a offrire un ambiente di apprendimento gamificato, sia sincrono sia asincrono, in lingua inglese. Tale ambiente consentirà ai partecipanti di progredire verso qualifiche di livello superiore, la cui co-riconoscibilità da parte delle istituzioni partner costituirà un ulteriore obiettivo del progetto.
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FinanziamentoProben2025_0000006 - PRO-BENE-COMUNE-3.0: PROmozione del BENEssere della COMunità UNivErsitaria attraverso azioni inclusive e sostenibiliIl progetto PRO-BENE-COMUNE-3.0 (“Promozione del Benessere della Comunità Universitaria attraverso azioni inclusive e sostenibili”) mira a promuovere il benessere psicofisico e sociale degli studenti universitari, contrastando situazioni di disagio emotivo e psicologico. Coordinato dall’Università della Calabria, il partenariato coinvolge nove Atenei italiani e un’istituzione AFAM, in continuità con i precedenti progetti PROBEN 1 e 2. L’iniziativa adotta un approccio integrato e multidimensionale, ispirato alla definizione OMS di salute come equilibrio tra benessere fisico, mentale e sociale. Il progetto si articola su cinque pilastri principali: 1. Supporto psicologico personalizzato: potenziamento dei servizi di counseling secondo un modello “stepped care” a tre livelli, dalla prevenzione alla presa in carico clinica. 2. Innovazione digitale per la salute mentale: sviluppo di app e piattaforme per auto-aiuto, realtà virtuale per la gestione dello stress e sistemi di monitoraggio precoce del disagio. 3. Promozione della cultura del benessere e della prevenzione: campagne social, eventi e percorsi formativi rivolti a studenti e personale universitario. 4. Ricerca scientifica integrata: indagini longitudinali multicentriche sul benessere studentesco, basate su teorie psicologiche consolidate. 5. Benessere psicofisico e ambientale: attività sportive, esperienze in natura e laboratori creativi per favorire equilibrio emotivo, inclusione e socialità. Il progetto prevede un impatto sistemico sulla comunità accademica, promuovendo ambienti più sani, relazioni empatiche e riducendo fenomeni di stress, burnout e abbandono. Grazie alla sua struttura modulare e replicabile, il modello è pensato per essere sostenibile nel tempo e integrabile nei servizi istituzionali degli Atenei
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FinanziamentoValutazione Integrata Biomeccanica dell'Esposizione e della SicurezzaIl progetto VIBES (Valutazione Integrata Biomeccanica dell'Esposizione e della Sicurezza) nasce dalla necessità di superare i limiti degli attuali standard normativi per la valutazione del rischio da esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero (Whole-Body Vibration, WBV), in particolare l'ISO 2631-1:1997. Le metriche vigenti — quali il valore di accelerazione ponderato in frequenza A(8) e il Vibration Dose Value (VDV) — sono riconosciuti come indicatori deboli della cosiddetta "dose interna" di vibrazione, mostrando una documentata mancanza di correlazione con l'insorgenza di patologie muscolo-scheletriche, neurologiche e vascolari nei lavoratori esposti. Il progetto si propone un cambio di paradigma: dalla misurazione dell'accelerazione all'interfaccia uomo-macchina alla stima dello stress fisiologico reale sui tessuti biologici. Questo obiettivo è perseguito attraverso tre linee di ricerca interconnesse: (1) un approccio "Big Data" per lo sviluppo di modelli di rischio predittivi e probabilistici, basati sull'integrazione di parametri vibrazionali complessi con fattori individuali (età, BMI, postura, genere); (2) la modellazione biomeccanica avanzata mediante modelli computazionali multi-body e a elementi finiti (FE), per stimare direttamente lo stress su tessuti critici quali colonna vertebrale lombare e tratto cervicale; (3) lo sviluppo di sistemi di controllo attivo e adattivo bio-ispirati, che utilizzano il modello biomeccanico come "osservatore" interno per minimizzare in tempo reale lo stress fisiologico, anziché la semplice accelerazione trasmessa. Il partenariato coinvolge il Politecnico di Milano (capofila, Human Vibration Laboratory), l'Università di Roma La Sapienza, l'Università dell'Aquila e il CNR-Stems di Torino, garantendo competenze complementari in biomeccanica, vibroacustica, controllo e prototipazione. I prodotti attesi includono: mappe di rischio probabilistiche personalizzate, una libreria di modelli biomeccanici validati sperimentalmente, algoritmi di controllo avanzati, un prototipo funzionante di sistema di protezione adattivo (sedile attivo), un manichino strumentato per prove standardizzate e un tracciato vibrazionale normalizzato. I risultati saranno trasferibili agli enti di normazione (ISO/TC108/SC4), a INAIL, ai medici del lavoro e all'industria produttrice di sistemi di protezione, con impatto diretto sulla salute dei lavoratori esposti a WBV e sulla revisione degli standard nazionali e internazionali.
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FinanziamentoEffetto degli alimenti fermentati a base di latte sul sistema cardiovascolare.Il progetto intende valutare gli effetti degli alimenti fermentati a base di latte sul sistema cardiovascolare. Questi alimenti sono molto diffusi in Marocco e contribuiscono in maniera sostanziale alla dieta delle persone che vi risiedono, contribuendo alla composizione del microbiota intestinale. A sua volta, il microbiota intestinale ha un ruolo chiave nella regolazione di quasi tutti i sistemi fisiologici dell’organismo umano, attraverso la produzione di molecole di origine batterica capaci di agire sulle cellule umane, come ad esempio i quorum sensing peptides (QSP). Questo progetto si propone di studiare l’ effetto del QSP prodotti dai bacilli degli alimenti fermentati sul sistema cardiovascolare, al fine di identificare sia effetti benefici, sia possibili effetti tossici. In particolare, il progetto prevende un’analisi bioinformatica (Prof. Garcia), partendo e valorizzando database già esistenti, per poi anche identificare i lattobacilli, provenienti dalla regione FVG (Prof. Comar) e dal Marocco (prof. Venturi), che producono QSP (presenti sia negli alimenti fermentati sia nel microbioma intestinale della popolazione locale e italiana), seguita dalla sintesi di tali peptidi e infine dalla loro somministrazione a modelli ex vivo di tessuto cardiaco e vascolare umani, già ottimizzati presso UNITS. Nell’ambito del progetto ENABLE saranno valutati sia effetti positivi (ad esempio aumento della forza di contrazione del tessuto cardiaco, aumento della vascolarizzazione, azione cardioprotettiva) sia possibili effetti negativi (ad esempio alterazioni del ritmo cardiaco, azione cardiotossica). Principali attività: Scambi di informazioni, analisi bioinformatiche, sintesi di peptidi, esperimenti su cellule umane, workshop formativo, eventi divulgativi Risultati attesi: Consumo consapevole di alimenti fermentati, avvio di un nuovo filone di ricerca e nuove cooperazioni internazionali.
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FinanziamentoCertificazione delle competenze in medicina legale. Dal tavolo autoptico alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa in età giovanile attraverso la formazione sul campo.il progetto intende promuovere un programma strutturato di cooperazione internazionale volto alla certificazione e uniformazione delle competenze nello studio autoptico del cuore nei casi di morte cardiaca improvvisa (MCI) in età giovanile e giovane-adulta nell’area balcanica. La letteratura scientifica internazionale evidenzia come uno dei principali bias che compromettono l’affidabilità dei dati epidemiologici sulla MCI sia la disomogeneità metodologica nella dissezione anatomica e nel campionamento del cuore al tavolo autoptico, nonostante l’esistenza di raccomandazioni emanate da società scientifiche quali AECVP e Royal College of Pathologists. Differenze nei percorsi formativi e scarsa standardizzazione operativa determinano variabilità nell’identificazione morfologica, tossicologica e genetica delle cardiomiopatie e delle channelopatie. Il progetto si articola in workshops teorico-pratici di due giornate ciascuno, ospitati nei Paesi partner e rivolti a giovani specialisti e medici in formazione in medicina legale e anatomia patologica.