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    Identificazione di firme biomolecolari per la stratificazione del rischio di tumore polmonare in soggetti sani esposti ad amianto e fumo di sigaretta nel SIN di Trieste
    L’esposizione a fibre di amianto, sia in ambito lavorativo che ambientale, insieme al fumo di sigaretta, rappresenta un fattore di rischio ben documentato per lo sviluppo di tumori dell’apparato respiratorio. È noto da decenni che tabagismo e amianto esercitano un effetto combinato, generalmente moltiplicativo o leggermente sub-moltiplicativo, nel favorire la comparsa del tumore del polmone (1). La diagnosi precoce rappresenta oggi l’arma più efficace per contrastare lo sviluppo della patologia oncologica: identificare la malattia in soggetti asintomatici o nelle fasi iniziali aumenta significativamente le probabilità di successo terapeutico e consente interventi meno invasivi, con un impatto più contenuto sulla qualità di vita. L’obiettivo principale del presente studio è valutare il profilo di espressione di specifici biomarcatori sierici — selezionati attraverso una revisione sistematica della letteratura aggiornata — in soggetti ad alto rischio ma clinicamente sani. Questo progetto si propone di identificare pattern combinati di biomarcatori sierici in grado di discriminare sottogruppi di soggetti esposti ad amianto e fumo caratterizzati da un differente rischio di progressione neoplastica. L’analisi integrata di più marcatori biologici, la cosiddetta firma biomolecolare, potrebbe rappresentare un avanzamento significativo nella comprensione dei meccanismi precoci di carcinogenesi e fornire una più accurata stratificazione del rischio individuale, ponendo le basi per lo sviluppo di modelli predittivi utili alla sorveglianza sanitaria personalizzata e alla diagnosi precoce. senza finalità diagnostiche immediate sul singolo partecipante.
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    PLAY-OI: Joint Micro-credential in Gamified Open Innovation Management
    Il progetto si propone di sviluppare PLAY-OI, una piattaforma congiunta e scalabile di micro-credenziali che impiega meccanismi di gamification per favorire lo sviluppo delle competenze e delle capacità individuali nella gestione dell’innovazione aperta. Attraverso sfide strutturate in forma di missioni e attività di mentoring, i partecipanti acquisiranno i principi fondamentali della gestione dell’innovazione aperta necessari alla progettazione e allo sviluppo di nuove offerte. Fondato su risorse educative aperte interoperabili, il progetto mira a offrire un ambiente di apprendimento gamificato, sia sincrono sia asincrono, in lingua inglese. Tale ambiente consentirà ai partecipanti di progredire verso qualifiche di livello superiore, la cui co-riconoscibilità da parte delle istituzioni partner costituirà un ulteriore obiettivo del progetto.
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    Proben2025_0000006 - PRO-BENE-COMUNE-3.0: PROmozione del BENEssere della COMunità UNivErsitaria attraverso azioni inclusive e sostenibili
    Il progetto PRO-BENE-COMUNE-3.0 (“Promozione del Benessere della Comunità Universitaria attraverso azioni inclusive e sostenibili”) mira a promuovere il benessere psicofisico e sociale degli studenti universitari, contrastando situazioni di disagio emotivo e psicologico. Coordinato dall’Università della Calabria, il partenariato coinvolge nove Atenei italiani e un’istituzione AFAM, in continuità con i precedenti progetti PROBEN 1 e 2. L’iniziativa adotta un approccio integrato e multidimensionale, ispirato alla definizione OMS di salute come equilibrio tra benessere fisico, mentale e sociale. Il progetto si articola su cinque pilastri principali: 1. Supporto psicologico personalizzato: potenziamento dei servizi di counseling secondo un modello “stepped care” a tre livelli, dalla prevenzione alla presa in carico clinica. 2. Innovazione digitale per la salute mentale: sviluppo di app e piattaforme per auto-aiuto, realtà virtuale per la gestione dello stress e sistemi di monitoraggio precoce del disagio. 3. Promozione della cultura del benessere e della prevenzione: campagne social, eventi e percorsi formativi rivolti a studenti e personale universitario. 4. Ricerca scientifica integrata: indagini longitudinali multicentriche sul benessere studentesco, basate su teorie psicologiche consolidate. 5. Benessere psicofisico e ambientale: attività sportive, esperienze in natura e laboratori creativi per favorire equilibrio emotivo, inclusione e socialità. Il progetto prevede un impatto sistemico sulla comunità accademica, promuovendo ambienti più sani, relazioni empatiche e riducendo fenomeni di stress, burnout e abbandono. Grazie alla sua struttura modulare e replicabile, il modello è pensato per essere sostenibile nel tempo e integrabile nei servizi istituzionali degli Atenei
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    Valutazione Integrata Biomeccanica dell'Esposizione e della Sicurezza
    Il progetto VIBES (Valutazione Integrata Biomeccanica dell'Esposizione e della Sicurezza) nasce dalla necessità di superare i limiti degli attuali standard normativi per la valutazione del rischio da esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero (Whole-Body Vibration, WBV), in particolare l'ISO 2631-1:1997. Le metriche vigenti — quali il valore di accelerazione ponderato in frequenza A(8) e il Vibration Dose Value (VDV) — sono riconosciuti come indicatori deboli della cosiddetta "dose interna" di vibrazione, mostrando una documentata mancanza di correlazione con l'insorgenza di patologie muscolo-scheletriche, neurologiche e vascolari nei lavoratori esposti. Il progetto si propone un cambio di paradigma: dalla misurazione dell'accelerazione all'interfaccia uomo-macchina alla stima dello stress fisiologico reale sui tessuti biologici. Questo obiettivo è perseguito attraverso tre linee di ricerca interconnesse: (1) un approccio "Big Data" per lo sviluppo di modelli di rischio predittivi e probabilistici, basati sull'integrazione di parametri vibrazionali complessi con fattori individuali (età, BMI, postura, genere); (2) la modellazione biomeccanica avanzata mediante modelli computazionali multi-body e a elementi finiti (FE), per stimare direttamente lo stress su tessuti critici quali colonna vertebrale lombare e tratto cervicale; (3) lo sviluppo di sistemi di controllo attivo e adattivo bio-ispirati, che utilizzano il modello biomeccanico come "osservatore" interno per minimizzare in tempo reale lo stress fisiologico, anziché la semplice accelerazione trasmessa. Il partenariato coinvolge il Politecnico di Milano (capofila, Human Vibration Laboratory), l'Università di Roma La Sapienza, l'Università dell'Aquila e il CNR-Stems di Torino, garantendo competenze complementari in biomeccanica, vibroacustica, controllo e prototipazione. I prodotti attesi includono: mappe di rischio probabilistiche personalizzate, una libreria di modelli biomeccanici validati sperimentalmente, algoritmi di controllo avanzati, un prototipo funzionante di sistema di protezione adattivo (sedile attivo), un manichino strumentato per prove standardizzate e un tracciato vibrazionale normalizzato. I risultati saranno trasferibili agli enti di normazione (ISO/TC108/SC4), a INAIL, ai medici del lavoro e all'industria produttrice di sistemi di protezione, con impatto diretto sulla salute dei lavoratori esposti a WBV e sulla revisione degli standard nazionali e internazionali.