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    National Quantum Science and Technology Institute
    Questa proposta mira alla creazione dell'Istituto Nazionale di Scienza e Tecnologia Quantistica (NQSTI), un consorzio che (i) riunirà entità italiane che svolgono ricerca competitiva e innovativa nel campo della scienza e della tecnologia quantistica (QST), e (ii) stimolerà la futura innovazione industriale in questo campo, fornendo un forum in cui nuove idee e opportunità vengono trasferite alle aziende. Al fine di garantire un effetto positivo di lungo termine sulla crescita e sullo sviluppo economico italiano, è stata considerata l'intera filiera dell'innovazione: dal rafforzamento e coordinamento della ricerca a basso TRL, alla sua traduzione in prototipi, favorendo l'interfacciamento con le esigenze industriali grazie a forti programmi di sensibilizzazione e di formazione continua. È importante sottolineare che la creazione e l'incubazione di spin-off e start-up che possono far salire i risultati della ricerca nella classifica TRL sono inclusi nell'ambito della proposta con risorse significative e un focus speciale sulle regioni meridionali.
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    Vessel Advanced Clustered and Coordinated Energy Storage Systems
    Molti paesi hanno adottato politiche e piani per ridurre la loro dipendenza dal petrolio per tutti i settori industriali e domestici per affrontare i cambiamenti ambientali e climatici causati dalle emissioni di gas a effetto serra, principalmente le emissioni di gas di carbonio. I sistemi di trasporto in tutto il mondo si basano principalmente su combustibili di carbonio con una quota del 92%, di cui gran parte è distribuita in aree affollate di città e porti, sebbene le emissioni di gas di carbonio siano al massimo degli effetti negativi sulla salute umana. Le emissioni marittime nell'UE rappresentano il 13,0% di tutti i modi di trasporto e l'UE ha pubblicato una legislazione riveduta sul clima e sull'energia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) di almeno il 55% entro il 2030. La proposta avrà un impatto diretto sul settore marittimo poiché il trasporto marittimo sarà incluso nel sistema di scambio di quote di emissione (ETS) dell'UE; sarà imposto un limite massimo all'intensità dei gas serra dell'energia utilizzata a bordo e determinati obblighi di utilizzare l'alimentazione elettrica a terra o la tecnologia a emissioni zero; e l'introduzione di un'aliquota fiscale minima su determinati combustibili/navi. La riduzione delle emissioni del trasporto marittimo richiederebbe la conversione dei sistemi di trasporto per via navigabile in modo che dipenda meno dai combustibili che emettono carbonio con un'elevata efficienza energetica utilizzando tecnologie abilitanti e innovative, che convertono e operano su vettori energetici puliti come l'elettricità e l'idrogeno. Essendo la più flessibile, l'energia elettrica viene adottata per la decarbonizzazione dei trasporti ed è stata dimostrata in molti progetti in tutto il mondo e viene utilizzata per il trasporto su strada attraverso la produzione e l'utilizzo di auto elettriche. Tuttavia, per il trasporto per via navigabile, l'adozione dell'elettrificazione di bordo è ancora agli inizi e devono essere affrontate alcune problematiche impegnative come l'adeguamento dell'accumulo di energia elettrica a bordo, la definizione dell'architettura ottimale del sistema di alimentazione, l'integrazione del sistema, i carichi transitori o requisiti di potenza di picco, ad es. per posizionamento dinamico, scenari operativi e sistemi di controllo efficienti. Mentre il sistema di accumulo di energia elettrica a lungo termine (EESS) è certamente necessario come motore principale per le navi elettriche, come le batterie agli ioni di litio, il loro peso elevato deve essere ottimizzato per lunghi viaggi in mare. D'altra parte, avere un sistema di accumulo di energia a breve termine con una maggiore capacità di potenza di picco, può migliorare la manovrabilità delle navi, dimostrata dalla sua capacità di erogare e assorbire carichi transitori e energia rigenerativa. Consentire a questi EESS di funzionare correttamente in un'operazione coordinata nello scenario peggiore di richiesta e ripristino di energia è un processo impegnativo. In letteratura sono state proposte diverse architetture di rete AC/DC per navi, ma non ce n'è una specifica che possa essere un candidato adatto per la maggior parte dei tipi di applicazioni. In generale, l'integrazione dell'EESS di diverse caratteristiche all'interno della rete elettrica della nave può essere problematica ed è altamente richiesto l'interconnessione di convertitori di potenza-elettronici con un sistema di controllo dinamico a più livelli. Inoltre, manca ancora una valutazione dettagliata dei vantaggi operativi dell'utilizzo di tecnologie di accumulo innovative rispetto alle batterie e il caso di sicurezza non è stato ancora dimostrato. Pertanto, oltre alla valutazione tecnica sui potenziali miglioramenti di efficienza associati all'adozione di questi dispositivi di accumulo di energia e alla determinazione di quando saranno più vantaggiosi, sarà essenziale intraprendere anche una valutazione approfondita dei potenziali rischi e pericoli per la sicurezza connessi al loro utilizzo per stabilire rotte adeguate per ottenere la certificazione marittima e quindi sfruttarne i vantaggi tecnici.
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    National Centre for HPC, Big Data and Quantum Computing
    Questo progetto riguarda la partecipazione dell'Università di Trieste (UniTS) al Centro Nazionale per "High Performance Computing, Data Science and Quantum Computing" (ICSC - Soggetto Proponente: INFN), finanziato all'interno del "Programma Nazionale di Ripartenza e Resilienza" (PNRR) - Missione 4 (Istruzione e Ricerca) - Componente 2 (dalla Ricerca all'Impresa). La partecipazione di UniTS avviene attraverso tre dei 10 Spoke tematici in cui ICSC è organizzato: Spoke 2 (Fundamental Research and Space Economy - Referente UniTS: prof. Edoardo Milotti), Spoke 3 (Cosmos and Space Observations - Referente UniTS: Prof. Stefano Borgani), Spoke 7 (Materials and Molecular Science - Referente UniTS: prof. Mauro Stener).
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    Ecosistema Innovazione iNEST –Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem
    Gli Ecosistemi dell’Innovazione rappresentano interessanti opportunità offerte dal PNRR tramite il MUR; si tratta di progetti di innovazione e sviluppo dedicati a specifici territori. Il Nord Est ha colto questa occasione proponendo ed aggiudicandosi il progetto “iNEST - interconnected Nord-Est innovation ecoSyStem”. Il tema base del progetto si concentra sulla “digitalizzazione”, coniugata nei diversi ambiti caratterizzanti gli specifici territori coinvolti. I coordinatori del progetto sono i 9 Atenei del Nord Est a cui si aggiungono altri 15 istituzioni quali “affiliati”. In questo contesto, l’Università di Trieste ha proposto e coordina uno Spoke su mare e acqua con il seguente tema specifico “Tecnologie marine, marittime e delle acque interne: verso il digital twin dell’Alto Adriatico”. Tale Spoke riunisce attorno all’Ateneo i principali attori del territorio: l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, la Sissa, l’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico Orientale, il Cluster Marefvg, il Polo Tecnologico Alto Adriatico e diverse imprese, tra cui ricordiamo in particolare Fincantieri. Partecipano inoltre le Università di Padova, Ca’Foscari di L’Università di Trieste crede fortemente nella valenza ed importanza della tematica, pienamente in linea con i più recenti indirizzi Europei e con i bandi e finanziamenti di Horizon Europe. Con il coinvolgimento di ben 5 Dipartimenti (DMG, DIA, DSV, DSCF, DSM) l’Università con i suoi affiliato svolge una attività di ricerca e innovazione integrata che tocca in modo multidisciplinare i diversi aspetti scientifici legati al mare (RT -Research Topics): Biologia degli ecosistemi dell'idrosfera; Rischi fisico-chimici e impatti sull'idrosfera; Mobilità sostenibile per vie navigabili; Pianificazione marittima e territoriale integrata Terra-Mare; Digital Twin dell’Alto Adriatico. L’obiettivo finale rimane quello di riuscire in 3 anni a realizzare, integrando dati e ricerche dei diversi RT, il “gemello digitale dell’Alto Adriatico”. Tale strumento virtuale, capace di comportarsi come la sua controparte reale avrà un duplice fine: permettere una dettagliata attività di monitoraggio in tempo reale della situazione marina e marittima del golfo di Trieste e produrre simulazioni predittive a beneficio delle Istituzioni e dei cittadini. Fondamentale per la realizzazione sarà il ruolo dell’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico Orientale. Venezia, IUAV di Venezia e Trento. iNEST has obtained total funding for 9 Spokes over 3 years of a total of 110 millions, of which 40% will be dedicated to the so-called "cascade tenders", aimed in particular at supporting companies with a share reserved for the South. It will be important in this phase, and not only, the involvement of the Regional Industrial Sector and Clusters, also to effectively reach SMEs. In addition to industrial and applied research activities, the general horizontal objectives of iNEST include: the creation of a network of joint laboratories between universities, research institutions and companies; the development of specific training programmes, starting from ITS up to permanent training; the construction of a program to support the creation and development of start-ups and spin-offs from research; and the implementation of initiatives for the involvement of society as a whole thanks to an innovative action of citizen engagement coordinated at macro-regional level by our University. iNEST ha ottenuti un finanziamento complessivo per 9 Spokes sui 3 anni di 110 milioni totali di cui il 40% sarà dedicato ai cosiddetti “bandi a cascata”, mirati in particolare al supporto alle imprese con una quota riservata al Sud. Importante sarà in questa fase, e non solo, il coinvolgimento del Settore Industriale Regionale e dei Clusters, anche per raggiungere in maniera efficace le PMI. Oltre alle attività di ricerca industriale ed applicata, tra gli obiettivi orizzontali generali di iNEST figurano la creazione di una rete di laboratori congiunti tra università, enti di ricerca e aziende, lo sviluppo di specifici programmi di formazione, a partire dagli ITS fino a progetti di formazione permanente, la costruzione di un programma per supportare la nascita e sviluppo di start-up e spin off dalla ricerca e la realizzazione di iniziative per il coinvolgimento della società tutta nei processi di innovazione con una ampia azione coordinata a livello macroregionale dalla nostra Università di citizen engagement.