Opzioni
Ideologie fallaci e farsa percettiva: la comunicazione politica di Javier Milei tra ideale e realtà
Rovedo, Anna
2025
Abstract
This contribution investigates whether and to what extent Javier Milei’s public discourse can be analyzed through Jason Stanley’s category of undermining propaganda. Its aim is to show how the Argentine leader strategically employs the vocabulary of democratic values, such as freedom, equality, and truth, to promote political objectives that erode their material and symbolic realization. The article draws on Stanley’s theoretical framework, supplemented by Bonard, Contesi, and Marques’s reflections on the epistemic defectiveness of propaganda. After situating Milei’s “ultraliberal populism” within the context of Argentina’s multidimensional crisis, it develops a pragmatic analysis of specific cases in order to assess how the semantic distortion of democratic values fuels flawed ideologies and legitimizes practices of delegitimation, making dissent paradoxically vulnerable to accusations of being anti-democratic. The result is a communicative environment hostile to pluralism, in which criticism is pre-emptively neutralized.
<br/>Il contributo esamina se e in quale misura il discorso pubblico di Javier Milei possa essere analizzato attraverso la categoria di «propaganda nociva» (undermining propaganda) elaborata da Jason Stanley. L’obiettivo è mostrare come il leader argentino impieghi strategicamente il lessico dei valori democratici, quali libertà, uguaglianza e verità, per promuovere obiettivi politici che ne erodono la realizzazione materiale e simbolica. L’articolo assume come riferimento il quadro teorico di Stanley, integrandolo con le riflessioni di Bonard, Contesi e Marques sulla difettosità epistemica della propaganda. Dopo aver collocato il «populismo ultraliberista» di Milei nel contesto della crisi multidimensionale argentina, viene offerta un’analisi pragmatica di alcuni casi esemplari per valutare in che modo la torsione semantica dei valori democratici alimenti ideologie fallaci e legittimi pratiche di delegittimazione, rendendo il dissenso paradossalmente esposto all’accusa di antidemocraticità. Ne risulta un contesto comunicativo ostile al pluralismo, nel quale la critica viene neutralizzata preventivamente.