Opzioni
“Orchi” e “brave ragazze”: miti dello stupro, figleaves e violenza sessuale
Campisi, Vittoria
2025
Abstract
This paper argues that rape myths can, in some contexts, function as figleaf-like mechanisms: devices that block the inference that a given interaction is sexual violence or that a given agent is a sexual perpetrator. Building on Jennifer Saul’s work and recent extensions of said framework to sexualized violence by Madeleine Kenyon, this work positions figleaves within a broader philosophical landscape concerning ideal victims, moral monsters, and the social intelligibility of harm. It shows how rape myths do not merely mischaracterize reality, but actively interrupt the hermeneutical pathways through which acts and agents come to count as violent. Thus, they systematically shape the collective interpretation of sexual violence, shielding it from critical scrutiny and functioning as a form of diffuse propaganda through the sedimented normalization of sexualized violence.
<br/>Questo articolo sostiene che i miti sullo stupro possano, in alcuni contesti, funzionare come foglie di fico: meccanismi che impediscono di inferire che una determinata interazione costituisca violenza sessuale o che un determinato individuo sia un autore di violenza sessuale. Muovendo dal lavoro di Jennifer Saul e dai recenti ampliamenti di questo quadro teorico elaborati da Madeleine Kenyon nell’ambito della violenza sessuale, questo lavoro colloca le foglie di fico all'interno di un più ampio panorama filosofico che comprende le nozioni di vittima ideale, mostro morale e intelligibilità sociale del danno. L'articolo mostra come i miti sullo stupro non si limitino a rappresentare erroneamente la realtà, ma interrompano attivamente i percorsi ermeneutici attraverso i quali determinate azioni e determinati agenti vengono riconosciuti come violenti. In questo modo, essi plasmano sistematicamente l'interpretazione collettiva della violenza sessuale, sottraendola al vaglio critico e operando come una forma di propaganda diffusa attraverso la normalizzazione sedimentata della violenza sessuale.