L’iconodiagnostica è la disciplina che applica l’approccio della semeiotica medica allo studio delle opere d’arte per ricercare sintomi e segni clinici, contribuendo ad esercitare la capacità di osservare e riconoscere i segni di patologie riprodotti inconsapevolmente dagli artisti.
Un gruppo di lavoro, composto da pediatri e genetisti clinici di vari centri italiani coordinato dalla S.C. di Genetica Medica dell’IRCSS Burlo Garofolo di Trieste, è stato costituito con l’obiettivo di raccogliere a catalogare circa 500 opere d’arte prestando particolare attenzione alla descrizione delle caratteristiche cliniche e fenotipiche dei soggetti rappresentati.
Nel corso della ricerca ad opere che raffigurano soggetti con segni clinici attribuibili a condizioni malformative o genetiche, si sono via via aggiunti numerosissimi dipinti nei quali sono ben raffigurate condizioni cliniche di varie branche della medicina: dermatologia, endocrinologia, reumatologia, ortopedia, ecc. a partire dalle quali sono state formulate delle diagnosi non certo incontrovertibili, basate su supposizioni, congetture, ma comunque tali da indicare un significativo ambito di riflessione.
Se l’iconodiagnostica non è evidentemente una scienza esatta, non va neppure considerata un “dotto passatempo”, quanto piuttosto un aiuto didattico, uno strumento per l’apprendimento, che aiuta il medico ad osservare il paziente con uno sguardo non soltanto scientifico, ma anche umano.