Opzioni
Abstract
Monique Wittig (1935-2003) è stata una scrittrice, teorica e militante, tra le voci più radicali del femminismo del XX secolo. Il suo percorso si radica all’interno del femminismo materialista francese degli anni Settanta; insieme a Colette Guillaumin, Nicole-Claude Mathieu, Christine Delphy e Paola Tabet, Wittig contribuisce alla creazione di un nuovo paradigma teorico che denaturalizza i gruppi di sesso pensandoli come classi antagoniste. È in questo contesto che sviluppa il suo apporto specifico: la definizione dell’eterosessualità come regime politico basato sull’appropriazione delle donne da parte degli uomini e sull’occultamento di tale oppressione attraverso l’idea di differenza. All’interno di questo quadro teorico, il lesbismo viene riconcettualizzato, pensato non come un orientamento sessuale ma come un posizionamento specifico all’interno della struttura delle classi di sesso. Le lesbiche non sono donne nella misura in cui non subiscono una forma di appropriazione privata nell’ambito della coppia eterosessuale. Transfughe, fuggitive, costituiscono soggetti rivoluzionari in grado di rivelare la natura storica e oppressiva dell’eterosessualità. Wittig si nutre di importanti autori del canone filosofico occidentale: da Aristotele a Marx, passando per Hegel e Rousseau. La sua proposta di una “dialettizzazione della dialettica” intende prolungare l’approccio marxista applicando il metodo materialista all’ordine sessuale e, più in generale, a mostrare la necessità del superamento della diade Uno-Altro a fondamento del pensiero filosofico occidentale, matrice originaria per Wittig che traduce nel pensiero i rapporti di oppressione naturalizzandoli. Il progetto politico e teorico di Wittig si riassume nella messa in luce del funzionamento del regime politico eterosessuale e nella lotta per la sua distruzione attraverso il disfacimento dei rapporti sociali di sfruttamento e inferiorizzazione delle donne e la loro alterizzazione in ambito categoriale. Tale programma si intreccia a doppio filo alla sua attività di scrittura letteraria. Tramite un lavoro di diseterosessualizzazione della forma del linguaggio e del contenuto del canone letterario, Wittig dà vita a testi che funzionano come “un cavallo di Troia” lanciato in “arena nemica”: far esistere in letteratura una nuova definizione di umano al di là della bicategorizzazione sessuale.