Prima dell’avvento della tecnologia digitale, gran parte degli effetti speciali era realizzata grazie ad artefatti analogici che riproponevano – con sapienti accorgimenti tecnici – ambienti in scala ridotta o reale di scene impossibili da realizzare. La pellicola di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, uscita
nel 1968, rientra nel periodo pre-digitale, con una ricchezza di stratagemmi che evocano accorgimenti narrativi di singolare efficacia. Tra questi la gravità artificiale all’interno della centrifuga rotante è sicuramente tra i più caratteristici. Obiettivo della ricerca è stato indagare le molte descrizioni testuali – nel segno di un’èkphrasis che accompagna la sequenza cinematografica, da quella del regista, a quella dell’autore del romanzo, senza tralasciare le parole degli attori e dei critici e le informazioni tecniche relative all’oggetto dello studio – per consentire la ricostruzione del set analogico con gli strumenti della modellazione digitale, giungendo alla riproposizione delle varie sequenze chiave, in modo da simularle come se fossero realizzate con lo strumento informatico.