Il testo analizza il paradosso del (over)turismo, evidenziando le sue complesse implicazioni sociali, culturali e ambientali, con particolare attenzione al caso del Lago di Garda. Il fenomeno dell'iper-turismo, spesso ridotto a una questione di sovraffollamento, si configura come una rete di dinamiche che coinvolgono la pressione sulle comunità locali, la perdita di diversità culturale e il degrado ambientale. Nello specifico, il Lago di Garda emerge come esempio emblematico essendo un territorio fragile, dove l’aumento dei flussi turistici ha provocato congestioni, inquinamento e una infrastrutturazione inadatta e pensata solo per il turismo. Il testo propone una riflessione sulla necessità di ripensare il concetto di sostenibilità nel turismo, superando la semplice quantificazione dei visitatori per adottare approcci più qualitativi e relazionali. Si sottolinea l'importanza di adottare una visione più complessa e integrata del territorio, che consideri le relazioni tra territorio, comunità e cultura, mettendo al centro il benessere ecologico e sociale per fronteggiare le sfide del turismo contemporaneo in modo responsabile e sostenibile.