L’intervento si propone di indagare una serie di principi formali ed ermeneutico- epistemologici riscontrabili in Umana gloria (2004) di Mario Benedetti. A partire da una lettura degli scritti teorici contenuti in «Scarto minimo», l’autore ricostruisce alcuni motivi della scrittura benedettiana fondati sul riconoscimento di una rinnovata centralità assegnata all’esperienza del soggetto in poesia. Attraverso la poetica dello scarto e del limite e operando un ripensamento critico delle categorie di spazio e di tempo, Benedetti propone una rifunzionalizzazione dell’Io lirico-personaggio nella quale il processo di selezione stilistica del linguaggio coincide con una scelta definibile in termini etici.