Facendo della natura un outil del progetto di rigenerazione dell’ambiente costruito, i frammenti diffusi, spesso disarticolati, le parti autonome e i pezzi indipendenti delle urbanità attuali, possono essere correlati in armature relazionali, architetture multispeciali. Per farlo occorre appoggiarsi in maniera creativa a quegli spazi che oggi risultano più disponibili alla trasformazione. Tra questi, le “strutture asilari moderne” che marcano la “città servizio” costruita tra la metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento per parti fortemente autonome e specializzate. L’ex manicomio di Sant’Osvaldo è l’occasione per verificare alcuni principi e strumenti del progetto urbano orientato all’architettura della città multispecifica.