Nel 1988 Marie Cardinal ha contribuito con un lungo testo autobiografico corredato da fotografie all'album collettivo "Les Pieds-Noirs. Algérie 1920-1954". Questa testimonianza introduttiva dà una prospettiva personale, poetica e problematica al volume. Concentrandosi sulla sua esperienza autobiografica, l'autrice, che proviene da una famiglia matriarcale, condensa la storia di quattro generazioni di donne pieds-noirs mettendo in prospettiva tutti gli stereotipi e le relazioni di potere all'opera in questo campione coloniale privato e intimo. Nel testo si intersecano due prospettive: quella delle immagini, che hanno un ruolo testimoniale, e quella della narratrice, che mette in discussione, attraverso il suo sguardo obliquo, la legittimità della sua presenza in un paese che è comunque il suo. La fotobiografia di Marie Cardinal, lungi dall'essere un album di famiglia, diventa così lo strumento per rappresentare le lacerazioni schizoidi legate alla fine dell'impresa coloniale.