L’intervento apre i lavori del seminario ringraziando i relatori e quanti hanno contribuito alla sua organizzazione, e illustra le motivazioni che hanno condotto all’attuale intitolazione dell’evento, esito di un processo di maturazione lungo e articolato. A partire dal quadro geopolitico successivo alla seconda elezione di Donald Trump — scenario nel quale si collocano le iniziative aggressive rispettivamente riconducibili a Vladimir Putin, a Hamas e a Benjamin Netanyahu — sono emersi con particolare nettezza due fenomeni rilevanti per la riflessione giuridica e politologica.
Il primo concerne la persistente incapacità dell’Unione Europea di dotarsi di una politica estera e di difesa effettivamente comuni, limitazione che ne compromette la possibilità di assumere un ruolo significativo nelle crisi internazionali di maggiore portata. Tale constatazione aveva originariamente ispirato il titolo provocatorio “Europa: un’invenzione giuridica?”, inteso anche come autocritica rispetto a precedenti elaborazioni dell’autore in tema di “Europa del diritto”. Le reazioni eterogenee suscitate da questa proposta preliminare hanno tuttavia suggerito un ampliamento del campo di indagine, includendo un secondo fenomeno: la crescente diffusione, soprattutto attraverso i social media, dell’idea di una crisi apparentemente irreversibile del diritto internazionale, percepito come ormai inadeguato a regolare i conflitti contemporanei.
Da questa riflessione è scaturita l’attuale, più articolata intitolazione del seminario, “Il sogno del diritto è finito? Guerra, Europa e geopolitica”, che tuttavia non ha dissolto le perplessità iniziali circa l’ampiezza e l’eterogeneità dei temi convocati. La discussione, guidata da Lucio Caracciolo e dai suoi discussant, si è concentrata prevalentemente sulla dimensione europea evocata dal titolo originario, mettendo in luce un elemento di particolare importanza: la necessità, per la scienza giuridica, di un confronto metodologicamente consapevole con le scienze sociali. Sebbene non manchino, nel mondo giuridico, dubbi circa lo statuto scientifico della geopolitica, il richiamo alla recente Geopolitica costituzionale di Renato Ibrido (2025) consente di ribaltare la prospettiva, suggerendo che neppure la dottrina giuridica può dirsi provvista di uno statuto epistemologico definitivamente consolidato.