La globalizzazione dell'economia, accompagnata dall'emergere di modelli di potere transnazionali, ha profondamente alterato il tessuto sociale, economico e politico di vaste aree e, in particolare, delle città globali (Sassen, 1991), luoghi di intersezione tra globale e locale, centri di snodo per commerci, finanza e attività bancarie. Tale fenomeno, tipico degli anni ’90, ha preceduto la imponente diffusione
delle smart cities, che ha esaltato i paradigmi relativi all’economia della conoscenza ed alla rasformazione digitale delle città. In tale scenario, appare interessante indagare analiticamente, alla
scala urbana, il rapporto tra i consolidati drivers dello sviluppo, in relazione a variabili geografiche di influenza. Il presente contributo, pertanto, a partire da una riflessione critica sul tema, ambisce a riportare evidenze analitiche della presenza di un determinismo geografico relativo alla intensità della correlazione fe-nomenologica tra l’economia della conoscenza e la trasformazione digitale, dimostrando che fattori geografici riferibili alla dimensione urbana e alla localizzazione possono rafforzare l’entità del legame causale. La valenza dei risultati ricercati si manifesta, sul piano teorico, nella possibilità di disporre di accurati modelli causali che governano le dinamiche di sviluppo urbano inerenti ai paradigmi analizzati e, sul piano pratico, nella possibilità, per gli amministratori locali e gli addetti ai lavori, di caratterizzare la pianificazione delle attività in funzione di variabili di contesto.