Il contributo affronta il tema dei cosiddetti culti orientali ad Aquileia, prendendo in esame in modo specifico il culto alla Mater Magna e i culti isiaci. Lo studio è impostato secondo paradigmi di indagine: la topografia del culto, che ne individui la visibilità urbana, la documentazione archeologica ed epigrafica del culto, per individuarne caratteristiche, cronologia e statuto, gli attori del culto, sia sacerdoti sia devoti per chiarirne la condizione giuridica e il ruolo nell’organizzazione cultuale e, infine, le pratiche rituali, per verificarne eventuali specificità ‘indigene’. L’applicazione di tali paradigmi alla situazione aquileiese, oggetto fino ad oggi di ricerche non sistematiche e soprattutto non omogenee sul piano della ricerca cosiddetta di ‘archeologia del sacro’ può produrre risultati di notevole interesse.