Sebbene diverse siano le questioni ancora irrisolte, il conflitto siriano può dirsi concluso con la vittoria delle forze lealiste al governo di Bashir al Assad che controllano, ormai, più dell’80% del territorio nazionale. Come noto, durante la guerra civile siriana, Turchia e Iran si sono schierati su fronti opposti, perseguendo obiettivi politici diversi. I governi dei due Paesi, tuttavia, non hanno interrotto i rapporti diplomatici e la sfera economica è sembrata prevalere, favorendo nuove collaborazioni. Il seguente articolo vuole analizzare la possibilità di espansione di un’area di cooperazione lungo il confine turco-iraniano, con gli scambi commerciali facilitati dalla diffusione di valute come la lira turca e il ryal iraniano e, paradossalmente, dalle sanzioni statunitensi imposte ad Ankara e Teheran, a più riprese, negli ultimi anni. Se questa tendenza, già in atto, dovesse consolidarsi, le popolazioni che vivono lungo la frontiera turco iraniana, potrebbero fungere da volano e da esempio anche alle minoranze curde residenti in Siria e Iraq, ponendo nuove prospettive per gli equilibri regionali nel lungo periodo.