Il volume offre l’edizione integrale del carteggio intercorso tra Roberto Longhi, il più importante storico dell’arte italiano del Novecento, e Antonio Corbara, medico di professione ma soprattutto infaticabile studioso del patrimonio artistico romagnolo, nonché strenuo promotore della sua tutela, al punto di meritarsi ben presto la nomina a ispettore onorario della Soprintendenza.
Attraverso oltre 140 lettere, si ricostruisce un rapporto epistolare assai denso e ricco di importanti spunti storico-critici e documentari. Il dialogo, avviato nel 1939 e intensificatosi nel secondo dopoguerra, tocca i principali nodi della produzione artistica dal XII al XIX secolo nei vari centri che costituiscono la Romagna storica: dai problemi connessi alla ricostruzione della grande scuola giottesca riminese a quelli relativi alla pittura e alla scultura del Rinascimento fino alla rivalutazione di Felice Giani, passando per la discussione di quesiti attributivi relativi ad artisti quali Leonardo Scaletti e Biagio Manzoni.
La pubblicazione, arricchita da una presentazione di Daniele Benati, contestualizza il fitto scambio di osservazioni, divergenze e intuizioni che hanno accompagnato la ricerca sul campo condotta da Corbara e la riflessione critica di Longhi. Non privo di frizioni, il loro rapporto fornisce un osservatorio privilegiato sul metodo longhiano, sulla funzione del connoisseur e sull’interazione – talvolta aspra – tra centro accademico e periferia culturale.