Saggio che a partire dal sacrario in cui erano raffigurati Augusto, Livia, Tiberio, Germanico e Druso Minore e che è citato da Ovidio nelle Epistulae ex Ponto, affronta le testimonianze esistenti di ritratti imperiali in contesti domestici. Sono presi in considerazione soprattutto i busti in argento, ossia lo stesso materiale usato per le imagines citate da Ovidio. Il poeta sembra volersi accreditare come intermediario delle ideologia dinastica a Tomi.