L’analisi di alcuni scolî di Giovanni Tzetze alle commedie aristofanee della triade bizantina permette di
evidenziare le principali dinamiche di interazione tra l’io autoriale del <i>grammatikos</i> e la tradizione esegetica
precedente, rappresentata non solo dalle grandi <i>auctoritates</i> del passato, ma anche dalla scoliografia
anonima, unico tramite per la conservazione del materiale interpretativo antico. All’interno dei commentari
aristofanei, Tzetze combina pratiche proprie della scoliografia – inserendo così il proprio lavoro in quel
filone tradizionale (ma allo stesso tempo rifunzionalizzandone in senso retorico-autoriale alcuni aspetti) – a
strategie retoriche originali, finalizzate alla tutela della paternità dei commentari e alla promozione della
propria autorità intellettuale. Ne risulta uno ‘stile esegetico’ composito, in continua tensione tra massima e
minima presenza autoriale.