Il presente lavoro si prefigge l’obiettivo di contribuire ad approfondire
alcuni aspetti delle misure provvisorie indicate dalla Corte africana,
tra cui il più controverso è quello dei loro effetti12. Dal dato normativo
non si evince infatti se tali misure dispieghino effetti vincolanti o meramente
raccomandatori13. Dopo aver brevemente inquadrato i principali
caratteri del potere cautelare della Corte africana, si darà conto della rilevante
giurisprudenza, prestando particolare attenzione all’affare Saif
al-Islam Gheddafi, nel cui contesto la Corte ha sottolineato per la prima
volta e in maniera paradigmatica gli effetti vincolanti di tutte le misure
provvisorie da essa ordinate e ha enfatizzato l’autonoma responsabilità
cui incorrerebbe lo Stato che non si conformasse alle suddette misure.
Si illustreranno quindi gli argomenti che concorrono a dimostrare la
correttezza dell’orientamento della Corte. Si porrà poi in rilievo come,
tuttavia, la Corte non sia mai giunta a dichiarare la responsabilità degli
Stati che non eseguono le misure provvisorie da essa indicate, cosa peraltro
assai frequente. Fermo restando il carattere vincolante di tali misure,
si evidenzierà allora come una certa incoerenza contraddistingua la
Corte africana nell’esercizio del proprio potere cautelare e si delineeranno
le possibili conseguenze di una simile incoerenza.