Nel corso dell'epidemia da Covid 19, anche in Italia, come nel resto del mondo, si è manifestata una forte preoccupazione sociale per la sorte delle donne vittime di violenza e dei loro figli minori da parte del partner durante il confinamento e la coabitazione forzata. L'Autrice offre una ricognizione delle voci di esperte, attiviste e rappresentanti di istituzioni che si sono mobilitati per accendere i fari sui rischi che si andavano prospettando; mette in luce gli aspetti critici che sono emersi e tratteggia le proposte e le risposte offerte dai vari attori pubblici e del privato sociale, tra questi ultimi, i Centri antiviolenza, il cui operato si è rivelato essenziale.