Le difficoltà che un ricercatore incontra quando si reca per motivi di lavoro in zone definite a rischio geopolitico sono molteplici. Considerate le attuali gerarchie mondiali, dovremmo far rientrare teoricamente in questa categoria un’area geografica che ospita circa il 75% della popolazione del pianeta e coincidente, anche se con diverse sfumature, con la quasi totalità dei cosiddetti Paesi in Via di Sviluppo. L'articolo seguente propone una riflessione sui diversi modelli antropologici e culturali con cui è costretto a confrontarsi chi fa ricerca sul campo e che spesso sono alla base di malintesi e fraintendimenti. Traendo spunto dalla triste vicenda che visto coinvolto Giuli Reggeni, l'autore sottolinea l'esigenza di approfondire e definire il concetto di sicurezza sul lavoro per chi opera in zone a rischio.