Dalla definizione di “confine più aperto di Europa” all’attribuzione di Capitale europea della cultura 2025, le città di Gorizia, Nova Gorica – e il comune di Šempeter-Vrtojba – hanno sempre trovato un modo di dialogare, di cooperare e di risolvere i problemi in comune, grazie anche alla presenza di una comunità slovena ben integrata. Le trasformazioni geo-politiche degli ultimi trent’anni (la caduta della Cortina di ferro con l’indipendenza della Slovenia, la sua successiva entrata nell’Unione europea e, poi, nell’area Schengen) sono state l’occasione per promuovere nuove modalità di interazione e governance transfrontaliera di cui il Gect GO (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) ne è l’espressione concreta. Gli autori descrivono le fasi della collaborazione transfrontaliera, le conseguenze dell’assegnazione del titolo di Capitale europea della cultura 2025 sull’immagine del territorio e la percezione di una (forse utopica) “città comune”.