L’articolo si propone di giustificare l’uso del genere fumetto come metodo narrativo di eventi storici di rilievo quali guerra, fame e sofferenza attraverso l’analisi della graphic novel Survilo di Ol’ga Lavrent’eva. L’opera è infatti la biografia a fumetti di Valentina Vikent’evna Survilo, nonna dell’autrice: il filo della narrazione accompagna il lettore dall’infanzia spensierata all’ingiusto arresto del padre, dall’esilio al ritorno a Leningrado, dallo scoppio della guerra all’assedio di Leningrado, dal dopoguerra allo scoprire finalmente la tanto attesa verità.