In questa serie di articoli Pavel Muratov affronta aspetti diversi di vita quotidiana non solo nella capitale, ma anche nei dintorni di Roma e nelle altre città italiane, e si sofferma su alcune manifestazioni culturali: I festeggiamenti per l'anno santo; il teatro dialettale napoletano che ha resistito al cinema; i nuovi piani regolatori approntati per la capitale e gli edifici di recente costruzione dove scarseggia il gusto estetico che contraddistingueva l' architettura del passato; il campanilismo regionale. E' interessante per i lettori di oggi l’articolo su Venezia in cui Muratov riporta il dibattito originato dalla proposta di ingrandire il ponte della ferrovia, che collega la città lagunare con la terra ferma, per renderlo accessibile ai pedoni e ai tram, e l'opinione di chi si era dichiarato contrario perché temeva che fossero arrecati danni alla laguna e Venezia venisse trasformata in uno stagno.
Questi scritti sono legati da un filo rosso, rappresentato da un motivo caro a Muratov fin dagli esordi: il conflitto tra la civiltà moderna e le forme artistiche tradizionali, qui indagato nella concretezza della realtà italiana, e costituiscono un prezioso ampliamento delle riflessioni tratteggiate nelle famose Immagini dell’Italia, dove prevale una visione mitologica della penisola, descritta come luogo sacro della memoria, che conserva la continuità culturale tra presente e passato, di cui sono garanti i valori spirituali tramandati dai capolavori artistici.