Si sostiene comunemente in dottrina che quello di sussidia¬rietà è un concetto estremamente ambiguo. Ed in effetti presenta mille sfaccettature e procede per mille rivoli e canali, cosicché non sembre¬rà strano parlare di sussidiarietà nel diritto dei trasporti non solo sotto l’aspetto della sussidiarietà verticale, in connessione con temi e proble¬mi legati al riparto di competenze fra Stato e Regioni ed ai rapporti tra Unione Europea e Stati membri, ma anche sotto quello della sussidiarie¬tà orizzontale in relazione alla necessità di calibrare le politiche legisla¬tive sui trasporti in base alle esigenze dei cittadini. E’ in questo ambito infatti che si muovono le scelte dell’ultimo libro bianco dei trasporti, a livello comunitario e quelle di alcuni enti territoriali in relazione al trasporto pubblico locale, a livello interno. L’atipicità dell’ordinamento comunitario presenta una appli¬cazione altrettanto atipica del principio di sussidiarietà che si manifesta chiaramente nella materia dei trasporti. La tendenza ad assumere la sussidiarietà quale criterio regolatore dei rapporti tra autorità gerarchi¬camente ordinate, ricompare in tutta la sua evidenza ed importanza nella misura in cui l’Unione europea interviene normativamente in un setto¬re tradizionalmente rimesso alla potestà legislativa degli Stati membri, che ne hanno anche la capacità operativa, nel nome dell’armonizzazione e della tutela della libera concorrenza.