Nell’opera in versi di Biagio Marin la presenza costante del novenario completa il repertorio degli imparisillabi colmando la lacuna che la tradizione registra tra le due misure egemoni, l’endecasillabo e il settenario. La promozione del novenario va considerata nell’ambito di una strategia metrica di allargamento di quel repertorio alle misure inferiori – il quinario e il trisillabo – e a quella immediatamente superiore – il tredecasillabo. Si costituisce così un “paradigma giambico”: una modalità associativa che in Marin appare centrale, ma accanto alla quale agiscono principi di aggregazione diversi, descrivibili come paradigmi “anfibrachico”, “trocaico” e “anapestico” e tecnica di composizione “scalare”.