Questo articolo esamina le dissonanze e le consonanze tra la vita e l’opera azoriniana e lorchiana, soffermandosi soprattutto sull’originale interpretazione che il grande scrittore alicantino diede del Poema del cante jondo in un penetrante e suggestivo articolo del 1931 (“Huellas en la arena – Los cuatro dones”), attento alle geometrie metaforiche della raccolta, al suo intenso cromatismo, alla sua natura soffertamene antitetica.