Lo studio dimostra come la via dell'implicito, con i suoi presupposti o sottintesi, i suoi rovesciamenti semantici, le sue inferenze virtuali o necessarie, le sue duplicità e polifonie discorsive, sia il percorso polemico privilegiato di molti scrittori impegnati a sviare possibili censure religiose, politiche, morali. Così per un romanziere magrebino contemporaneo come A. Serhane, la cui opera si inscrive nel filone della letteratura di contestazione. Le sue narrazioni sono spesso percorse da una parola velata e sottile: un'enunciazione clandestina che diffonde la virulenza delle sue condanne contro le strutture tradizionaliste millenarie della sua società attraverso giochi di risonanze e discordanze introdotti ad arte per eludere surrettiziamente ciò che viene audacemente benché indirettamente affermato.