Nevrosi femminile e degenerazione nella letteratura italiana della seconda metà del XIX secolo: «Fosca» di Iginio Ugo Tarchetti e «Malombra» di Antonio Fogazzaro
La specificità patognomonica della nevrosi femminile permette agli scrittori attivi nelle ultime decadi del XIX secolo di servirsene al fine di esporre l’ambigua dicotomia tra salute e malattia, ritraendo la donna nevrotica quale quintessenza di una condizione anomala e abnorme. Analizzando i personaggi femminili in Fosca di Tarchetti e Malombra di Fogazzaro, s'intende evidenziare le modalità di approccio dei due autori al tema del disturbo nevrotico femminile, rifacendosi alla cultura medico-scientifica loro coeva ed anticipando istanze psicoanalitiche, ponendo inoltre l’attenzione sulla comune declinazione, all'interno delle due opere, della patologia in termini di degenerazione e quindi sulla concezione morale dell’affezione nevrotica.