L’architettura pubblica del tempo del fascismo è fatta per durare. Nelle intenzioni di Mussolini essa si propone di tramandare ai posteri i valori della civiltà fascista. Con queste scenografie di pietra il dittatore ha l’ambizione di ipotecare la costruzione dell’identità nazionale per le generazioni future. Questo saggio esamina alcuni episodi, ritenuti tra i più significativi, di questa questione: la ricerca di uno «stile» architettonico identitario del fascismo, testimonianza duratura di un’epoca da trasmettere ai posteri.