Tre le strade intraprese dal Comune di Trieste per togliere le donne, che rappresentano la maggioranza dei dipendenti, dall’invisibilità: la formazione, perché il patriarcato è una questione culturale e non basta cambiare i nomi per cambiare le cose; la sinergia con altre istituzioni e agenzie educative; la scelta di non imporre l’uso del genere nel linguaggio amministrativo, perché la lingua non si cambia per decreto.