Logo del repository
  1. Home
 
Opzioni

Eguaglianza e non discriminazione nell’Unione europea: dai singoli divieti al principio generale

SPITALERI, FABIO
2011
  • book part

Abstract
Il contributo è dedicato al principio generale di eguaglianza. Esso espone i passaggi fondamentali della legislazione e della giurisprudenza comunitaria, che hanno portato all’affermazione di tale principio e, in seguito, alla sua codificazione nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. L’esposizione parte dalla premessa – ben nota – che, in origine, i Trattati non contenevano un riconoscimento espresso e generale del principio di eguaglianza, ma specifici divieti di discriminazione, che perseguivano lo scopo fondamentale, ma ben circoscritto, della costruzione del mercato comune (si trattava del divieto di discriminazioni in base alla nazionalità, del divieto di discriminazioni salariali di genere e, infine, del divieto di discriminazioni tra produttori e tra consumatori nell’ambito delle organizzazioni comuni dei mercati agricoli). Ben presto, però, la situazione è decisamente cambiata grazie all’intervento del legislatore comunitario e, soprattutto, al contributo decisivo della giurisprudenza della Corte di giustizia. Anzitutto, a partire dalla fine degli anni sessanta, il legislatore si è preoccupato di completare i divieti di discriminazione previsti dai Trattati attraverso atti di diritto derivato, che ne hanno precisato il contenuto e ampliato notevolmente la portata. Inoltre, avvalendosi della nuova base giuridica introdotta dal Trattato di Amsterdam all’art. 13 TCE (divenuto ora, art. 19 TFUE), a partire dal 1999 il legislatore ha elaborato e poi adottato nuovi atti per il contrasto di forme di discriminazione in origine non considerate dall’ordinamento comunitario. Non c’è dubbio che, da un punto di vista più generale e di sistema, il maggior contributo in materia sia stato apportato dalla Corte di giustizia, la cui giurisprudenza ha spesso anticipato i risultati poi codificati dal legislatore. In effetti, la Corte ha proceduto a una maggior articolazione della nozione di discriminazione, e poi a un’interpretazione estensiva dei divieti esistenti, per giungere, infine, al riconoscimento dell’esistenza di un vero e proprio principio generale di eguaglianza. Il lavoro dimostra che nel sistema giuridico dell’Unione – accanto ai singoli divieti previsti espressamente dai Trattati e dagli atti di diritto derivato – esiste una regola di eguaglianza, non scritta e di autonoma portata generale, che si colloca tra le fonti primarie dell’ordinamento. Il lavoro sostiene altresì la tesi che detto principio generale dispone di efficacia diretta, sia orizzontale che verticale. Tale regola generale trova applicazione in tutte le situazioni che rientrano nel campo di applicazione del diritto dell’Unione. Detta regola è stata da ultimo codificata agli articoli 20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali.
Archivio
http://hdl.handle.net/11368/2612030
Diritti
metadata only access
Soggetti
  • Eguaglianza - Non dis...

google-scholar
Get Involved!
  • Source Code
  • Documentation
  • Slack Channel
Make it your own

DSpace-CRIS can be extensively configured to meet your needs. Decide which information need to be collected and available with fine-grained security. Start updating the theme to match your nstitution's web identity.

Need professional help?

The original creators of DSpace-CRIS at 4Science can take your project to the next level, get in touch!

Realizzato con Software DSpace-CRIS - Estensione mantenuta e ottimizzata da 4Science

  • Impostazioni dei cookie
  • Informativa sulla privacy
  • Accordo con l'utente finale
  • Invia il tuo Feedback