La separazione tra arte e scienza caratterizzante alcune architetture del periodo barocco trova una ricucitura, nel contesto della Roma del Seicento, in un peculiare progetto irrealizzato nato dalla collaborazione tra un architetto e un religioso, rispettivamente Francesco Borromini (1599-1667) ed il frate minimo Emmanuel Maignan (1601-1676): si tratta di una villa fortificata da realizzarsi fuori porta S. Pancrazio, commissionata a Borromini da Virgilio Spada, elemosiniere segreto e soprintendente delle fabbriche pontificie, quale futura dimora del cardinal nipote Camillo Pamphilj.
Il materiale relativo a tale progetto, attribuito da Paolo Portoghesi al Borromini, si compone di due disegni tecnici, segnatamente una pianta e un prospetto offerto in due soluzioni, di una lettera indirizzata a Camillo Pamphilj e, infine, di uno schizzo in pianta, con alcune varianti rispetto alla planimetria borrominiana, attribuito a Virgilio Spada. Tra le carte dell'oratoriano si conserva anche un manoscritto di qualche pagina che riporta il titolo Matematica per adornare il Giardino dell'Em.mo Sig. Card.le Panfilio. In tempi recenti si è scoperto che esso è solamente la traduzione in lingua volgare di un ulteriore documento titolato Mathematica Pamphilianos hortos exornans: il testo in lingua latina, dal lessico più rigoroso rispetto alla citata versione in volgare, riporta un elenco dettagliato, diviso per punti, di giochi scientifici che avrebbero trovato collocazione all'interno della villa. Il contributo si occupa di ipotizzare una ricostruzione in ambiente digitale della villa e delle sue meraviglie scientifiche.