Verona, durante il Regno Lombardo-Veneto, diventa un centro nevralgico per la difesa del territorio, tanto che la sua conformazione urbanistica muta e si adatta alle nuove esigenze militari. L'espropriazione per pubblica utilità e la requisizione divengono, cosi, istituti nevralgici con cui lo Stato cerca di imporre il proprio pubblico interesse, favorendo la creazione di un'amministrazione pubblica dotata di un proprio diritto amministrativo, caratterizzato da principi innovativi come l'unilateralità e l'autoritatività