Il breve saggio è un commento critico alla sentenza del Trib.Milano, 13 novembre 2009. Nonostante la sempre più larga legittimazione sociale delle unioni tra persone dello stesso sesso, nel nostro Paese è difficile rintracciare sentenze concernenti questioni ad esse relative. Manca, d’altra parte, una riflessione compiuta della dottrina. Inoltre, il legislatore, con qualche eccezione a livello regionale, ignora completamente il fenomeno. Risente della situazione l’ordinanza milanese che, non a caso, fa riferimento a pronunce di Corti sovranazionali. Il Tribunale, pur ammettendo la costituzione di parte civile del convivente omosessuale, non affronta la questione centrale, ossia se la convivenza tra persone dello stesso sesso, al pari di quella tra persone di sesso diverso, abbia rilevanza in sè sul piano giuridico e vada pertanto tutelata ex lege aquilia.