Le disuguaglianze investono una pluralità di dimensioni. «Uguaglianza rispetto a che cosa?», si chiese Sen (1980) in un saggio diventato famoso.
Il «cosa» può riguardare risorse materiali, risorse immateriali, poteri, riconoscimento, risultati. Le risorse, poi, siano esse materiali o non
materiali, possono essere riferite al singolo (dotazioni individuali) oppure al contesto e possono concernere la dimensione monetaria oppure
quella dei servizi. Similmente i risultati possono essere diversamente concepiti, in termini, ad esempio, di soddisfazione di bisogni, capacità,
benessere, raggiungimento di singoli esiti finali quali la salute. Ancora, «uguaglianza fra chi», ci si potrebbe chiedere: fra donne, giovani, uomini,
migranti, connazionali, cittadini del mondo... Negli ultimi tempi, seppure con una preoccupante discrasia fra l’espressione
della denuncia e l’insufficienza (se non addirittura l’incoerenza) delle politiche perseguite, le disuguaglianze economiche, di reddito e di
ricchezza, sono entrate nel dibattito pubblico. Questo è un bene, per diverse ragioni. Ciò nonostante, anche le altre disuguaglianze contano
e meritano una maggiore attenzione.