Dorothea Christiane Erxleben (nata Leporin, 1715-1762) rappresenta una figura di spicco nel panorama del primo Illuminismo tedesco, la cui esistenza e produzione intellettuale si configurano all’interno di un’ardente battaglia per l’emancipazione femminile. Prima donna a conseguire il dottorato in medicina in Germania (1754), Dorothea Erxleben intrecciò la sua rivoluzionaria traiettoria personale con le correnti culturali dominanti dell’epoca: il contesto medico tedesco, la dottrina logica e dei pregiudizi di Christian Thomasius, e le teorie scientifiche anti-cartesiane di Georg Ernst Stahl. Educata dal padre, il medico illuminato Christian Polykarp Leporin, la giovane fu precocemente immersa nella scienza e nell’arte medica, assimilando i fondamenti di fisiologia e patologia del tempo. Questa solida formazione le permise di contestare i paradigmi teorici e terapeutici convenzionali, come dimostrato nella sua tesi dottorale, intitolata Academische Abhandlung von der gar zu geschwinden und angenehmen, aber deswegen öfters unsichern Heilung der Krankheiten (Trattato accademico sulla guarigione delle malattie troppo rapida e piacevole, ma perciò spesso incerta), in cui criticava l’uso eccessivo di lassativi e purganti, proponendo approcci più ponderati e terapie palliative. L’influenza di Georg Ernst Stahl, con la sua enfasi sui principi di anima e forze vitali, offrì una prospettiva alternativa allo iatromeccanicismo diffuso nel contesto di Halle, plasmando la sua concezione del rapporto mente-corpo femminile. La dottrina logica di Christian Thomasius le fornì, inoltre, gli strumenti per decostruire i pregiudizi di genere, come testimoniato nella sua opera Gründliche Untersuchung der Ursachen, die das weiblichen Geschlecht vom Studieren abhalten (Indagine Rigorosa delle cause che impediscono al sesso femminile di studiare, 1742). In questo testo, Erxleben analizzava le ragioni che giustificavano l’esclusione delle donne e delle ragazze dall’istruzione, mettendo in discussione le convinzioni consolidate dell’epoca e smantellando le presunte differenze tra il “maschile” e il “femminile”. Nonostante le rilevanti difficoltà personali e professionali incontrate, Dorothea Erxleben emerge come una figura di spicco il cui valore storico va ben oltre il primato di essere stata la prima donna a conseguire un dottorato in medicina in Germania. La sua capacità di sviluppare un pensiero originale, in dialogo con diverse tradizioni intellettuali e in aperta contestazione delle convenzioni di genere del suo tempo, la consacra come una testimone autorevole, sebbene spesso trascurata, dell’Illuminismo tedesco e delle sue prime riflessioni critiche sulla condizione femminile.