Questo libro esplora la deistituzionalizzazione psichiatrica a Trieste come chiave per interrogare il presente. A partire dall’analisi di documenti dell’ex Ospedale Psichiatrico di Trieste, il lavoro riattiva saperi e pratiche del movimento basagliano per analizzare le continuità tra retoriche securitarie degli anni Settanta e dinamiche contemporanee e per fornire chiavi concettuali nel lavoro di innovazione istituzionale e nella decostruzione della realtà contemporanea. I documenti di archivio vengono utilizzati come laboratorio critico del presente. Attraverso il concetto di istituzione inventata e la tensione tra sicurezza e libertà, il libro mostra come la deistituzionalizzazione resti un processo ancora incompiuto e conteso. La postura epistemologica è quella del sapere compromesso: un sapere posizionato, situato nella realtà che studia, che rifiuta la neutralità come alibi e assume la trasformazione come orizzonte.