Si studia la commedia Los primeros mártires del Japón ripercorrendone innanzitutto i problemi di attribuzione e di datazione. Si colloca quindi la pièce all’interno del genere agiografico seicentesco di cui ripropone i tratti salienti: l’orientamento ideologico in senso nazionalista e religioso, la scarsa attinenza alla verosimiglianza storica, la presenza di temi e tecniche usuali nelle comedias de eneredo (gelosia, equivoci, travestimenti, presenza del gracioso, quedarse al paño...). Ci si concentra, quindi, sulla percezione del Giappone e dei suoi abitanti che nell’ottica del commediografo e dello spettatore del tempo si configurano semplicemente come il “diverso” dalla Spagna, senza alcuna volontà di indagine mimetica. Attraverso uno studio testuale, infine, si sottolineano i caratteri attribuiti alla religiosità e al mondo politico dell’“Estremo oriente”, delineato come una sorta di anti-modello vicino al mondo pagano e ai “bárbaros” americani, che risalta, per contrasto, l’ortodossia religiosa e la rettitudine culturale e morale della civiltà spagnola.