I saggi raccolti in questo libro si dispongono intorno al carattere costitutivamente doppio della filosofia: il suo statuto di sapere, per il quale inclina a ritrovarsi al servizio di un agire oggi sempre più ampio, imperioso, ingovernabile, e la sua radicale istanza critica, che non si stanca di produrre una capacità di resistenza, di sottrazione, di autoesclusione. I «passi indietro» – che si soffermano su alcuni momenti del pensiero di Husserl, di Heidegger, di Levinas, di Deleuze, di Foucault, di Sloterdijk e di altri autori contemporanei – evocano questa istanza tentando di rilanciarla: nei confronti dei saperi, della verità, delle grandi questioni del soggetto, dell’altro. Soprattutto nella consapevolezza che la filosofia, con un’anima sola, qualunque fosse, non potrebbe sopravvivere.