Le discronie di una vita, gli scarti, certe sfasature nella biografia intellettuale come nell'opera scritta, costruita, irrealizzata di E. N. Rogers richiamano il senso di un'inattualità tutta basata su un rapporto con il contemporaneo di prossimità e lontananza, di adesione e insieme di distanza, che non è difficile assimilare a coloro in grado non solo di percepire ma anche di afferrare il proprio tempo. Un afferrare, la cui misura fatta di "grandi orizzonti e molte vie" sembra divenuta del tutto incommensurabile, perduta, in un presente senza inizio e senza fine in cui l'architettura cerca unl possibile campo di esistenza.
I.U.A.V. Giornale dell’università n 65