La lunga transizione, dove si incontrano la scrittura quotidiana e la scrittura formale. Una prospettiva
costruttivista per il contrasto all’insuccesso scolastico.
Scopo di questo capitolo è interpretare l’accesso alla scrittura formale come un processo di acculturazione allo specifico “genere” linguistico e analitico richiesto dalla scuola. Partendo dalle riflessioni di Jack Goody sulla scrittura come “tecnologia dell’intelletto”, si ipotizza che in diversi contesti extra-scolastici i soggetti elaborino pratiche di scrittura che differiscono dalle richieste poste loro in classe e caratterizzate da un “genere” linguistico specifico. Il percorso di acquisizione della scrittura formale consiste pertanto in una transizione (un “terzo spazio”) in cui le studentesse e gli studenti partecipano a diverse modalità di scrittura si incontrano e conducono riflessioni, per cogliere le differenze tra diversi generi di scrittura. Per garantire questa partecipazione, è necessario che l’ambiente scolastico diventi un’ecologia complessa, in cui il pluralismo culturale sia accettato e valorizzato.
Si farà riferimento a un’esperienza condotta in un Istituto professionale con studentesse a rischio di insuccesso.