Il magistero di Benedetto XVI si inserisce nel dibattito contemporaneo, così come nella storia della riflessione pontificia sulla dignità e i diritti umani, con una sua nota peculiare, non solo per l’insistenza con cui ne ha rivendicato il fondamento giusnaturalistico in conformità con la concezione classica del diritto, ma soprattutto per lo stile filosofico con cui l’ha giustificato.
In particolare, il Papa, pur non mancando di richiamare l’apporto perfezionativo della fede cristiana, insiste, con argomenti tipici della tradizione filosofica classica, sulla riconoscibilità razionale della legge naturale, a tutti accessibile, e perciò fondamento del rispetto della dignità e dei diritti umani da parte di tutti.