Opzioni
Legge n. 137/2023 e investigazioni (digitali) sotto copertura: la cedevolezza del "modello sostanzialista", l'assenza di uno statuto processuale, la necessità di una rivoluzione copernicana nell'approccio alla materia
2024
Periodico
PROCESSO PENALE E GIUSTIZIA
Abstract
Nel corso degli ultimi sette lustri, le investigazioni undercover hanno vissuto un'inarrestabile dinamica espansiva, pregna di significati simbolici, finendo con l'innervare ampie parti del nostro sistema, fino ad assurgere, in certi
contesti, a canone operativo ordinario. La loro tradizionale configurazione quale strumento eccezionale è ormai inattuale. In particolare, a fronte delle modifiche apportate dalla l. 9 ottobre 2023, n. 137, allo statuto generale delle operazioni sotto copertura, si assiste a un vigoroso potenziamento dell'istituto, in ragione dell'esplicita valorizzazione di un'ampia gamma d'investigazioni digitali, le cui capacità pervasive non hanno eguali. Con drammatica evidenza si pone, dunque, oggi, il tema dell'assenza di una compiuta disciplina processuale delle operazioni undercover, le quali, sin dai loro esordi normativi, risalenti al 1990, si presentano in scena con le vesti del diritto penale sostanziale, funzionali a schermare gli agenti sotto copertura dai possibili risvolti penalistici del loro operato. Una scelta, questa, compatibile con l'assetto dei primordi, quando l'istituto si allocava, effettivamente, in pertugi e anfratti della materia penalistica, ma insostenibile in epoca coeva, ove l'eccezione è diventata regola e, in particolare per effetto della l. n. 137 del 2023, fa leva su operazioni digitali le cui enormi potenzialità investigative si traducono in altrettanto rilevanti minacce nei confronti dei diritti fondamentali della persona e dei principi-cardine del giusto processo.
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