L’Autrice, ispirandosi a una sentenza della Corte d’Appello di Firenze in materia di licenziamento di un lavoratore da parte del datore di lavoro, dovuto a molestie sessuali nei luoghi di lavoro poste in essere nei confronti di una lavoratrice (precaria), si addentra nell’esplorazione di questa forma di violenza (realizzata prevalentemente) contro le donne e ritenuta (a torto) minore, richiamando, anzitutto, la dimensione culturale, sociologica e psicologica del fenomeno, nonché le dannose conseguenze che ne derivano alle vittime. Prosegue, quindi, tratteggiando il quadro normativo italiano, ponendo in risalto la disciplina multilivello e gli strumenti di tutela, e, infine, svolge delle riflessioni circa le prospettive di riforma auspicabili, che dovrebbero passare attraverso un modello di intervento organico, integrato e multidisciplinare, volto a coinvolgere tutte le figure professionali che, a vario titolo e con mandati diversi, se ne debbono fare carico.