Lucia Marcheselli Loukas sottolinea che nella seconda metà del diciottesimo secolo, a Costantinopoli e nei Principati Danubiani della Moldova e della Valacchia, sbocciò l’illuminismo greco. Il Patriarca di Costantinopoli e i funzionari imperiali parlavano greco che era la lingua della cultura e l’elemento che identificava gli abitanti di origine greca dell’impero. Nacque la problematica dell’idioma che vedeva opposti due poli: chi voleva la nascita di una nuova lingua (i "volgari" o "demotici") e quelli che si opponevano a coloro che volevano mantenere il greco antico (gli "arcaici" o "puristi"). Dunque gli illuministi greci si divisero tra queste due categorie che ebbero la funzione di decidere come "rinominare" il mondo: se usare nuove parole per descrivere nuove realtà o se dare nuovi significati ai vecchi termini.