Si esamina la causa di canonizzazione di Tommaso d'Aquino sotto diverse prospettive, riconoscendo nel successo del "negotium" la convergenza di intenzioni eterogenee (Roberto d'Angiò, la nobiltà napoletana, Giovanni XXII, l'ordine dei Predicatori), tutte in qualche misura necessarie e alcuna di per sé sufficiente.