"Qualcuno potrebbe concludere che nessuno, certo, è stato ingiustamente disonorato, ad Atene": il concetto di atimia, centrale nell'argomentazione dei paragrafi conclusivi (3.12-13) dell'Athenaion Politeia pseudosenofontea, viene qui inteso come "disonore" - disonore derivante (innanzitutto ai chrestoi, ma non solo) dall'ingiustizia connaturata al governo del demos, secondo un nesso di causa-effetto già presente nell'epica omerica e compiutamente espresso nella codificazione filosofica del IV secolo a.C. Tale interpretazione permette, inoltre, di comprendere come il progetto eversivo caldeggiato dall'Anonimo si fondi essenzialmente sulla possibilità che la democrazia, ad Atene, non costituisca più la naturale scelta politica della maggioranza, che può di conseguenza essere guadagnata alla causa oligarchica.