L'analisi sviluppa argomentazioni critiche circa la nuova disciplina della flessibilità del contratto di lavoro a termine introdotta dalla legge n. 78 del 2014 (c.d. decreto Poletti che ha rappresentato il primo tassello del c.d. Jobs Act) . Il saggio focalizza il rapporto di lavoro a tempo determinato quale esempio emblematico delle forme e ambiti della flessibilità in entrata nel diritto del lavoro italiano ed europeo. Inoltre evidenzia i paradossi e le incertezze della disciplina previgente, nonché le probabili complicazioni operative della nuova regolamentazione, seppur varata all'insegna della semplificazione. Il saggio difatti cala la novella nel contesto del sistema normativo e delle condizioni d'uso dei poteri datoriali di amministrazione del rapporto di lavoro e ne evidenzia i nodi problematici che alimentano ulteriori tensioni dialettiche tra legislatore, dottrina e giurisprudenza. Lo sviluppo delle argomentazioni critiche evidenzia come anche le regole semplici siano complicate da realizzare, specie se si tiene conto delle concrete dinamiche di funzionamento del nostro mercato del lavoro.