Il volume riflette sul lavoro dell'archeologo, sul ruolo dell'archeologia nel mondo contemporaneo e sui limiti dell'interpretazione degli aspetti cognitivi e dei diversi significati degli oggetti/reperti. Un immaginario ritrovamento del 4020 consente di illustrare i problemi di conservazione degli oggetti (e anche dei dati e delle immagini) dei nostri giorni tra migliaia di anni e le difficoltà di interpretarne correttamente la funzione originaria e le ragioni della loro deposizione, analizzando i processi intellettuali e le basi del ragionamento che porta alle singole interpretazioni. Il volume è concluso da un saggio di Frederick Mario Fales dal titolo: “La cultura materiale che ci circonda e come leggerla” (pp. 112-122), dedicato alla nascita e all'evoluzione del concetto e all'intreccio della società e delle sue "cose".