Il 1° giugno 1768 Winckelmann giunge a Trieste in incognito; ha interrotto un viaggio nel Nord Europa per rientrare al più presto a Roma. La sosta nel porto absburgico gli sarà fatale. Nell’albergo dove alloggia, l’8 giugno, viene brutalmente aggredito e ucciso da Francesco Arcangeli, un cuoco disoccupato dai trascorsi poco chiari, con cui era entrato in confidenza. Gli <i>Atti del processo criminale</i>, pubblicati nel 1964, restituiscono il singolare profilo di un Winckelmann privato attraverso le voci del suo assassino e dei tanti testimoni chiamati a deporre. Le circostanze di questa morte inaudita, mai del tutto chiarite, non hanno cessato di suscitare i più diversi interrogativi. A duecentocinquant’anni da quell’evento, il volume riapre il ‘caso’ e lo indaga nei suoi effetti immediati sulla città, ricostruisce comportamenti e atteggiamenti dell’uomo privato, illuminando retrospettivamente tutta la sua parabola biografica e intellettuale, per concentrarsi infine sulla notevolissima ricezione letteraria del ‘mito Winckelmann’ fino alla contemporaneità.